Cronaca vera
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- Si, l'ho visto io cadere dal balcone! - confermò la signora, dal centro della strada.
La via cominciava a riempirsi di gente, attirata dalle sirene dei soccorsi o forse dalla voce della signora Iole che sembrava sovrastare ogni suono con il suo racconto sull'accaduto. Ogni volta la storia si arricchiva di nuovi particolari punteggiati dai suoi mammamia, maròò, oddioilsangue, pacellanimasua!.
- ... non so proprio come abbia fatto a rialzarsi e scappare via! Scappare via! Signora mia, in che mondo viviamo?! Uno si butta dal balcone e poi se ne scappa per non essere sorpreso! - Si portò le mani ai fianchi ad aspettare il consenso della sua vicina e di tutti i curiosi che si erano avvicinati ad ascoltare.
- Avrà pensato che l'avremmo additato a vita come il tentato suicida o quello che non riesce neanche ad ammazzarsi, ma che pensano in questo palazzo che abbiamo tempo da perdere a sparlare della gente? - Un silenzio religioso calò per un attimo sulla via.
Due poliziotti, intanto, si fecero strada tra la gente raggiungendo la pozza di sangue sotto il balcone. Il liquido era ancora parecchio nonostante si fosse diramato tra le fenditure dei sanpietrini. Altre chiazze erano sparse lungo una linea che attaversava la via, alternata a impronte di scarpone. Sembrava proprio che la signora avesse ragione, l'uomo si era allontanato sui suoi piedi.
Uno dei poliziotti estrasse guanti bianchi e provetta, si accovacciò per prendere un campione di sangue da terra, ma il collega allontanatosi di qualche passo ad osservare le tracce, accorse a fermarlo.
- Ma che sei entrato nella scientifica ora? - gli bisbigliò afferrandogli il braccio
- In CSI è normale procedura! Lasciami fare...
- Oh! Ma hai sentito che voce sexy c'ha la biondona? Come si chiama... Catherine! - Ora aiutava il collega a chiudere la provetta e togliersi i guanti bianchi.
- Un mio amico della finanza mi ha promesso che oggi sequestravano una partita di DVD pirata con tutta la serie!
- Allora meglio muoversi, tanto qui non c'è neanche il morto... - Tagliò corto e si diresse verso la signora Iole. Le chiese le generalità e quando questa incominciò di nuovo a raccontare tutto, fu fermata con: "Racconterà tutto al commissario appena sarà convocata."
Qualche momento dopo la macchina della polizia si allontanava a sirene spiegate...
La folla che si era divisa al passaggio dell'auto, si ricompattò intorno alla signora Iole, che riprese il racconto un pò scocciata dall'interruzione.
- Vedete lassù? - Indicando l'appartamento del bancaio - Al terzo piano sul balcone c'è una scala, è da lì che deve essersi buttato. Certo che i soldi... è proprio vero che non fanno la felicità! - un brusio di aprovazione venne dal suo pubblico.
- Non l'ho mai visto rientrare con una donna o un amico e poi sempre quei saluti freddi... da banchiere!
In quel momento, il signor Banchieredelterzopiano apparve all'angolo della strada. La ventiquattrore in mano, impettito nel suo gessato blu intatto e senza apparenti macchie di sangue.
Dopo un attimo di stupore che lo inchiodò sui sui passi, si diresse verso il portone del palazzo. Ad ogni metro qualcuno si spostava per farlo passare, tagliava così di nuovo la folla in due parti.
Il suicida... il suicida... bisbigliavano tutti. Il signor Banchieredelterzopiano arrivò al portone dopo aver usato tutti i colori che il suo viso potesse prendere in prestito: dal bianco stupore al verde nausea, dal giallo paura al rosso soggezione.
- Scusi ma cosa è successo signora Iole? - chiese timidamente mentre apriva il portone del palazzo.
- Si vergogni! - gli rispose - ce l'avesse mio figlio un posto come il suo! Oh Signore che si deve vedereee!
La folla esultò in un applauso di approvazione rovesciando addosso al suicida mancato ogni genere di insulto. Tanto che questi si vide costretto a richiudere il portone dietro di se per sfuggire alla folla inferocita.
Visto il suicida, piano piano la gente cominciò ad allontanarsi lasciando liberi sempre più sanpietrini.
L'ultima a rientrare a casa fu (già lo sapete no?) la signora Iole, intenta a raccontare il fatto a un commesso viaggiatore che aveva chiesto un'informazione.
La via si svuotò e la sera calò sulla stradina ora illuminata dai lampioni.
Un'ombra all'ungava la sua forma sulla via, passi da scarponi risuonarono sotto i balconi. Un operaio di ritorno dal lavoro inciampò per la seconda volta in un sanpietrino versando parte del contenuto del suo secchio: vernice rossa. - Mabbafffff... - Sbottò spazientito l'imbianchino - Mi dimentico sempre di mettere il coperchio al secchio!
“Cronaca vera”