Evasione
J4cK
Il posto segreto in cui mi rifugiavo ogni volta che avevo bisogno di rimanere solo, (cioè quasi sempre)
non aveva mura nè soffitti da fissare. Nessun altro poteva arrivarci o immaginarlo, perchè solo nella mia mente esisteva.
Il lettino mi teneva ben strette le braccia con i legacci di cuoio, sdraiato su quel sudario bianco a fissare il soffitto.
- Che glielo diamo a fare il tranquillante? Ora sembra calmo.. - chiese il primo infermiere
- Non lasciarti fregare, questo potrebbe dare di matto da un momento all'altro. - rispose l'altro
La via per arrivare al mio posto segreto è nascosta nel soffitto. Non posso arrivarci se non la trovo, se non vedo la mia crepa.
La siringa era quasi pronta, fece un piccolo sputo verso l'alto mentre l'alcol mi bruciava il braccio.
Bianco! Tutto bianco quel soffitto! Non riuscivo a trovarla e presto sarebbe stato troppo tardi per evadere.
L'ago mi infizò. Ripercorsi velocemente tutto il soffitto scandagliando ogni centimetro.
Il liquido si iniettava inesorabile in me.
Eccola!
La crepa mi accolse nei suoi lineamenti. Mentre il corpo si intorpidiva sotto l'effetto del sedativo, la mente veniva risucchiata nella minuscola fessura del soffitto. Un piccolo flop, mi avvertiva ogni volta che ero arrivato dall'altra parte.
- Ahah guardalo ora! Gli viene sempre quel sorrisino da ebete quando lo sediamo.
L'erba così verde e profumata, quella luce così irreale e tutti quei fiori intorno a me...
Ci mettevo sempre qualche secondo prima di capire che dovevo sbattere le ali e non muovere i piedi. Mi diressi verso la luce tra gli alberi e iniziai a danzare col mio corpo da farfalla.
Un fiotto di bava colò sul lettino, mentre la bocca disegnava un largo sorriso.
- Guardalo è contento così, ci gode a starsene rinchiuso qui come un vegetale.
Mi allontanai in esplorazione del mio posto segreto con una doppia giravolta tra i raggi del sole.
“Evasione”