Lo Scambio – terza parte (diamonds are forever)
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(segue dal post precedente...)
Scavi necropoli medievale - Qualche giorno prima
- Elisa con delicatezza, dobbiamo rimuovere le impurità non scartavetrare le ossa.
- Si Professore... - la lingua ti scartavetrerei!
Le operazioni di recupero procedevano come sempre, tra le inutili e ripetitive raccomandazioni del Professore e la polvere che sistematicamente si insinuava nei punti più fastidiosi della mia pelle.
Stavo classificando l'ultimo reperto della giornata, quando una figura misteriosa comparve vicino alla baracca degli attrezzi. Sembrava un armadio anche da quella distanza. Il Professore lo notò subito e gli fece cenno di aspettare.
- Rimanga qui a finire il lavoro, io riporto gli altri attrezzi a posto - mi raccomandò mentre gli andava incontro.
I due si misero a discutere animatamente poi si spostarono all'interno della costruzione di legno.
- Questa non me la perdo! - mi dissi.
Mi avvicinai piano alla baracca, dirigendomi sul retro, dove la parete era piena di fessure.
"...non è così facile, lo vuole capire?"
"Il pugnale ha un'iscrizione sulla lama: Mors omnia solvit. Questo è un disegno di come dovrebbe presentarsi... e questo è come la pagheremo se riuscirà". Tirò fuori dalla giacca un sacchetto nero e versò il contenuto sul disegno. Una manciata di diamanti brillò negli occhi del Professore e... nei miei. Il luminare dell'archeologia sembrava aver esaurito le proteste.
"Da come luccicano i suoi occhi direi che c'è un accordo Professore". Il vecchio annuiva freneticamente. I diamanti scivolarono di nuovo nel sacchetto prima di tornare nella tasca della giacca. "Tornerò tra una settimana, faccia in modo che non sia una visita inutile. Non ci piace chi non mantiene le promesse... conosce il detto un diamante è per sempre? Anche la morte lo è!" Disse sfoggiando il suo ghigno e fu l'ultima cosa che vidi prima che sparisse.
Una settimana dopo ero io ad avere il pugnale. La sorte aveva voluto che fossi io a trovarlo durante gli scavi e lo tenni per me con l'intento di riuscire a entrare in quella setta dove i diamanti scorrevano a fiumi. Nello stesso momento in cui lo vidi all'interno dei resti di una tomba, la visione di me stessa stesa su una pelliccia e coperta di diamanti mi assalì spontaneamente e non mi lasciò più...
...fino a quando non vidi quell'armadio estrarre la spada in discoteca.
La febbre dei diamanti mi aveva resa cieca e quel taglio al braccio mentre cadevo mi scosse dalla mia pazzia. Mi resi conto che non sarei mai uscita viva da quel locale. Come potevo essere stata così stupida?
Continua...
“Lo Scambio – terza parte (diamonds are forever)”