Lo scambio
discoteca Racconti spade
- Perchè mi guarda così allora?
- COSAA? - rispose Bullone - PARLA PIU' FORTE! NON TI SENTO!
La musica pompava adrenalina come un cuore impazzito e noi da brave venuzze del sabato sera ci nutrivamo avidamente.
- HO DETTO PERCHE' MI GUARDA SE STA CON LUI!
- COSAA?? - Bullone quella sera sembrava più deficiente del solito.
Lo trascinai per un braccio fino in bagno, tra uno spintone e l'altro. Appena entrati mi resi conto di quanto facesse caldo in pista, ma una ventata di fresco puzzo di cessi mi fece subito rimpiangere la calura. La musica almeno lì era un pò attutita, potevamo parlare.
- Oh ma che hai?
- Bullò dimmi per bene cosa ti ha detto - chiusi la porta dietro di noi, avrebbero fatto bene a non bere troppe birre per i minuti seguenti.
- Che mi ha detto chi? - Testa a bullone si stava riguadagnando l'appellativo a pieni voti.
- C'è Elisa di là! Mi avevi detto che non poteva venire a ballare con noi, che stava con quel tipo di fuori città, che mi avrebbe spiegato... e tutte le cazzate che mi hai riferito! Ora che ci fa in disco?
- Embè embè... intanto calmati - balbettò nervosamente - Non è come pensi tu, mi aveva fatto promettere di non dirtelo. Non potevo immaginare che venissero proprio qui a fare lo scambio.
- Ma di che caspita stai parlando? - ripensai al suo sguardo mentre eravamo in pista, sembrava atterrita, ora capivo che non era di una lite che aveva paura.
Improvvisamente si alzò un grido quasi a sovrastare la musica, sembrava essersi scatenato l'inferno nel locale. Provammo a uscire dal bagno, ma gli altri cercavano di entrarci impedendoci di aprire la porta. Poi la musica si zittì di colpo dando spazio agli strilli delle ragazze e ai colpi alla porta. Un momento dopo tacquero anche quelli e uno strano silenzio pervase la discoteca.
A parte le orecchie che mi fischiavano per l'overdose di decibel.
La calma ci permise di aprire la porta del bagno e uscire. Ciò ci aspettava aveva dell'incredibile: un uomo, o sarebbe meglio dire un armadio, di due metri circa al centro della pista brandiva una spada... medievale? La gente si era allontanata da lui formando un cerchio ai limiti della sala.
Agitava la spada a scatti, ora a destra ora a sinistra come a difendersi da eventuali attacchi. Indossava un elegante abito da sera nero. Ai suoi piedi Elisa, a terra, sanguinava da un braccio.
Con la mano destra stringeva un pugnale, anch'esso molto antico a prima vista. Era dunque questo lo scambio? Un pugnale per una spada? In tal caso qualcosa sembrava essere andata storta...
Continua...
“Lo scambio”