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	<description>Allucinazioni, viaggi e miraggi</description>
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		<title>Lavori in corso</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 13:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
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<category>lavoro</category><category>tempo</category><category>vita</category>
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		<description><![CDATA[Ok, si... ero sparito ancora, ma questa volta con una buona ragione
Ho cambiato lavoro e città, praticamente cambiato vita 
Devo ancora mettere a posto il blog, è tempo di rimboccarsi le maniche e darsi da fare! (intanto vado a fare un pisolino)

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, si... ero sparito ancora, ma questa volta con una buona ragione<br />
Ho cambiato lavoro e città, praticamente cambiato vita <img src='http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Devo ancora mettere a posto il blog, è tempo di rimboccarsi le maniche e darsi da fare! (intanto vado a fare un pisolino)</p>
<p><img src="http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2007/01/city.jpg" alt="" title="city.jpg" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-108" /></p>
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		<title>Nuovo inizio</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 17:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel=”lightbox” href='http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2008/02/back.jpg' title='back.jpg'><img src='http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2008/02/back.jpg' width="200" alt='back.jpg' /></a></p>
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		<title>Speranza</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 05:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allucinazioni]]></category>
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<category>Allucinazioni</category><category>J4cK</category><category>Racconti</category>
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		<description><![CDATA[
Sono 17 ore che è sveglia. 17 ore di pensieri, 17 ore di passato.
25 anni prima
La mamma osservava sua figlia giocare, le piccole dita veloci vestivano la bambola e la sbattevano sul pavimento con cattiveria, parole strane e non adatte alla sua età uscivano da quelle labbrucce rosate e da baci. Quegli occhi così azzurri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image179" src="http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2007/09/specchio.jpg" width="400" alt="specchio.jpg" /></p>
<p>Sono 17 ore che è sveglia</strong>. 17 ore di pensieri, 17 ore di passato.</p>
<p><em>25 anni prima</em><br />
La mamma osservava sua figlia giocare, le piccole dita veloci vestivano la bambola e la sbattevano sul pavimento con cattiveria, parole strane e non adatte alla sua età uscivano da quelle labbrucce rosate e da baci. Quegli occhi così azzurri e dolci sapevano diventare incredibilmente duri e crudeli. Sembrava che si trasformasse e non la riconosceva quasi. La chiamò, voleva che smettesse quel gioco perverso non adatto a una bimba. La piccola alzò gli occhi e disse: "si mammina?" Avrebbe voluto dirle che non aveva scelta a lasciar fare a lui ciò che le faceva, ma sapeva che non era vero. Non fare niente voleva dire essere complici in quella orrenda... cosa.<br />
- Così la rompi, torna a dormire. E' ancora presto per giocare! - le disse, prima di uscire dalla cameretta. Era l'ora e non voleva assistere. Prese la borsa rossa a lato del comò e uscì. Era l' alba e faceva freddo.</p>
<p>La bambina seguì con gli occhi la sagoma della madre che si allontanava nella penombra, fino alla porta. Fuori infuriava il temporale, un fulmine le fece distogliere lo guardo per qualche istante. Quando posò la vista di nuovo sulla porta, la sagoma della madre sembrava essersi ingigantita. Un altro fulmine illuminò quella figura per un momento... papà era a casa.</p>
<p>La radio sveglia si accende e la strappa via da quel flashback. E' l'ora di alzarsi, ma lei non ha chiuso occhio. Troppe cose a cui pensare per una sola testa.<br />
Ricordi e pensieri si mescolano nel suo caffè insieme alle voci radiofoniche:</p>
<p><em><< Conosco bene le trappole del web, meno quelle create dall'uomo. ma mi affascina più quest'ultimo, e allora mi faccio trasportare sulle onde della conversazione >></em>.<br />
Gira il cucchiaino nel tazzone e il caffè inizia a vorticare, fissa quel liquido nero ma vede le facce del passato e presente balenare in circolo nella tazza. Quello strano effetto della sua insonnia la fa sentire come se stesse <strong>guardando film porno</strong>. Si sente nauseata.<br />
<< emmm io non faccio film a luci rosse...LI PRODUCO! >> :brontola la radio come a schernirla.<br />
Vede il volto di quel ragazzo che le piaceva tanto e se stessa, che pensava e ripensava ancora a lui, che le aveva chiesto di chiamarlo, ma lei non aveva mai trovato il coraggio di farlo.<br />
<< Quello stronzo ha cancellato il mio numero di cellulare, io lo odio! >> :confidò la radio.<br />
E' la volta di suo padre a galleggiare nel caffè. Quel mostro, che aveva barattato la sua infanzia con il terrore per ogni uomo, la paura di iniziare una relazione.<br />
<<...e questo tu lo chiameresti un lavoro ben fatto?>><br />
Finalmente la tazza è vuota e con lei la mente.<br />
Sa che non può mancare l'appuntamento, ma deve combattere con la voglia di scappare via anche da lui, come da tutti gli uomini della sua vita. Fa un lungo respiro e si dice: - chi non osa speri!<br />
Poi esce di casa e si dirige verso la speranza.</p>
<p>[Questo racconto è stato costruito intorno alle frasi suggerite nel post precedente, si ringrazia per la gentile concessione: bryehn, Dolcelei, peperl, francy, viola, njord, Dessylin, atelkin, artemisia1975, fiorellino :blowkiss: ]</p>
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		<title>Datemi una frase!</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 00:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
				<category><![CDATA[J4cK]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo "una parola per un racconto" e l'ora di "una frase per un racconto", vedrete che un giorno arriveremo al punto di "un racconto per un libro" :figo:
La frase può essere lunga quanto vi pare (non esagerate, siate buoni :look: ) e rappresentare parte di un dialogo o della narrazione. :teach:
Allora sotto con le frasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo "una parola per un racconto" e l'ora di "una frase per un racconto", vedrete che un giorno arriveremo al punto di "un racconto per un libro" :figo:<br />
La frase può essere lunga quanto vi pare (non esagerate, siate buoni :look: ) e rappresentare parte di un dialogo o della narrazione. :teach:</p>
<p>Allora sotto con le frasi :stupito:</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensieri al tramonto</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 16:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allucinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[J4cK]]></category>
<category>Allucinazioni</category><category>J4cK</category>
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		<description><![CDATA[  ~ Il Bambino ~
Si vede volare sulle nuvole. Avvolto nel calore del sole che lo tinge dei colori del tramonto. Gli da l'energia di Superman per seguirlo oltre l'orizzonte, dove ogni segreto gli viene rivelato. Dove si mangia nuvole al miele di castagno e raggi di sole con Nutella.
- Maamma ho fame!
 ~ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a style="float:left; margin:4px 4px 4px 4px;" class="imagelink" href="http://farm2.static.flickr.com/1409/1367667325_d25331eb03.jpg" title="661622_74948045.jpg" rel="lightbox"><img id="image174" src="http://farm2.static.flickr.com/1409/1367667325_d25331eb03_t.jpg" alt="661622_74948045.jpg" /></a> ~ Il Bambino ~<br />
Si vede volare sulle nuvole. Avvolto nel calore del sole che lo tinge dei colori del tramonto. Gli da l'energia di Superman per seguirlo oltre l'orizzonte, dove ogni segreto gli viene rivelato. Dove si mangia nuvole al miele di castagno e raggi di sole con Nutella.<br />
- Maamma ho fame!</p>
<p><a style="float:right; margin:4px 4px 4px 4px;" class="imagelink" href="http://farm2.static.flickr.com/1198/1368582814_217e7b702d.jpg" title="661622_74948045.jpg" rel="lightbox"><img id="image174" src="http://farm2.static.flickr.com/1198/1368582814_217e7b702d_t.jpg" alt="661622_74948045.jpg" /></a> ~ Il Ragazzo ~<br />
<em>Chissà se sta guardando anche lei questo bellissimo tramonto...  Se così fosse, come fa a non pensare a tutte quelle sere, insieme sulla spiaggia, ad aspettare questa magia. Come fa a non pensare a ogni abbraccio, a ogni bacio che si fondeva nel tramonto. Come fa a non pensarmi...</em><br />
Le scene d'amore in riva al mare scorrono veloci nella sua mente. Ricordi vividi, da far male.<br />
<em>Perchè non mi risponde!?!</em></p>
<p><a style="float:left; margin:4px 4px 4px 4px;" class="imagelink" href="http://farm2.static.flickr.com/1374/1372684128_f05c979c86.jpg" title="661622_74948045.jpg" rel="lightbox"><img id="image174" src="http://farm2.static.flickr.com/1374/1372684128_f05c979c86_t.jpg" alt="661622_74948045.jpg" /></a>~ Il Killer ~<br />
Fissa il tramonto, lo sguardo perso nel sole. Ogni sfumatura di rosso è sangue delle sue vittime.<br />
In ogni raggio rivede le loro facce. Occhi stupiti, sgranati, innocenti, terrorizzati. Stringe il calcio della pistola, il pugno trema mentre le nocche sbiancano.</p>
<p> <a style="float:right; margin:4px 4px 4px 4px;" class="imagelink" href="http://farm2.static.flickr.com/1122/1367703099_4b36b99273.jpg" title="661622_74948045.jpg" rel="lightbox"><img id="image174" src="http://farm2.static.flickr.com/1122/1367703099_4b36b99273_t.jpg" alt="661622_74948045.jpg" /></a>~ Il Fuggiasco ~<br />
L'auto spinta a tutto gas, riesce solo a intravedere il sole da dietro gli alberi ai bordi dell'autostrada.<br />
<em>Un'altra città vissuta da dietro i paraventi... Vorrei potermi godere il tramonto come tutti: seduto in riva al mare, dal terrazzo di un hotel di lusso o meglio ancora in compagnia di una bella ragazza! Invece...</em><br />
- Oddio perdonami!</p>
<p>~ Il Vecchio ~<br />
<em>Chi si ricorderà di me quando non ci sarò più? I colori di questo tramonto sembrano speciali, <a style="float:left; margin:4px 4px 4px 4px;" class="imagelink" href="http://farm2.static.flickr.com/1332/1367603643_f1a5590790.jpg" title="661622_74948045.jpg" rel="lightbox"><img id="image174" src="http://farm2.static.flickr.com/1332/1367603643_f1a5590790_t.jpg" alt="661622_74948045.jpg" /></a>ma quanti ci ripenseranno domani? Perchè poi mi dovrebbero ricordare? Cosa ho fatto di buono in vita mia... solo male.</em><br />
Una mano sul bastone e l'altra ad accarezzare nervosamente la lunga barba grigia, si sforza di pensare ai momenti felici cercando di ricacciare le lacrime indietro.<br />
- Nuvole al miele di castagno... - Sussurra verso il sole.</p>
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		<title>L&#8217;addio</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 21:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
				<category><![CDATA[J4cK]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è il racconto breve inserito nel libro raccolta Manuale di Mari (c'era il limite di 1594 caratteri :yikes: ), aah l'amour :timido:

Il cellulare non ne voleva proprio sapere di squillare, tutto il giorno se ne era stato muto come non succedeva da anni. Le valigie erano pronte e da un momento all’altro sarebbe arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il racconto breve inserito nel libro raccolta Manuale di Mari (c'era il limite di 1594 caratteri :yikes: ), aah l'amour :timido:</p>
<p><img id="image174" src="http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2007/07/661622_74948045.jpg" width="400" alt="661622_74948045.jpg" /></p>
<p>Il cellulare non ne voleva proprio sapere di squillare, tutto il giorno se ne era stato muto come non succedeva da anni. Le valigie erano pronte e da un momento all’altro sarebbe arrivato il taxi, poi un aereo l’avrebbe riportata alla sua vita a New York, lontano da lui. Rimase sulla soglia qualche istante, scrutando ogni dettaglio di quello che era stato il loro nido d’amore. La tazza con i cioccolatini fondenti che le portava sempre con il caffè al mattino e dopo aver fatto l’amore;  le foto attaccate al muro con le puntine, in quelle pose che lo facevano sempre arrossire; le lenzuola di seta nera... le lacrime le incendiarono gli occhi mentre richiudeva la porta.</p>
<p>- Vigliacco! – le sfuggì di bocca al primo semaforo.</p>
<p>- Signorì io passarei pure, ma è rosso! – le rispose il tassista. Era riuscito a strappare un piccolo sorriso imbarazzato alla ragazza  – Oddio! mi scusi non ce l’ho con lei.</p>
<p>Un attimo dopo era di nuovo immersa nei suoi pensieri. Le aveva giurato amore eterno, si erano detti parte l’uno dell’altra. Era bastata una lite a spezzare l’eternità.</p>
<p>Un uomo al tavolino di un bar, dal finestrino sembrava lui. Il cuore iniziò a galoppare, la rabbia le ricaccio le lacrime indietro. Se ne stava tranquillo al bar! Il taxi oltrepassò il locale, si era sbagliata... che stupida, si disse.</p>
<p>L’auto arrivò all’aeroporto e lei si sentiva morire dentro. Come poteva lasciarla andare così?</p>
<p>Al Check In le fu consegnata una busta, all’interno un cioccolatino fondente le ridiede la vita. Si guardò subito attorno, alle sue spalle lui l’aspettava con un sorriso e una borsa sulle spalle.</p>
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		<title>Silipuro Jack</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 23:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allucinazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[
Due passi avanti per uscire di casa...
passi in circolo... passi in circolo... passi in circolo... ed evito il traffico!
Se faccio in fretta c'è il mio posto che mi aspetta!
Chiuso in quella stanza di un metro e mezzo per due, ormai da 237 giorni, si era fissato orari ben precisi e quella era l'ora dello spettacolo!
Trascinava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image170" src="http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2007/07/sedia3.jpg" width="400" alt="sedia2.jpg" /></p>
<p><em>Due passi avanti per uscire di casa...<br />
passi in circolo... passi in circolo... passi in circolo... ed evito il traffico!<br />
Se faccio in fretta c'è il mio posto che mi aspetta!</em></p>
<p>Chiuso in quella stanza di un metro e mezzo per due, ormai da 237 giorni, si era fissato orari ben precisi e quella era l'ora dello spettacolo!<br />
Trascinava il suo corpo scheletrico muovendosi a piccoli passi ma veloci. Ogni tanto urtava un muro e allora si scusava imbarazzato:<br />
- Pardon... la fretta mi rende maldestro - Un sorriso spuntava tra la lunga barba incolta e <em>tant'è vero che sono mancino</em> sogghignava riprendendo a camminare.<br />
Jack continuò a girare intorno alla sedia finchè la sua mente non decise che era arrivato in teatro.<br />
Seduto con le spalle alla finestra, osservava la sua ombra sulla porta. Il sole ormai prossimo al tramonto ne allungava la forma mentre il buio piano piano avvolgeva la stanza.<br />
Finchè ombra e buio furono una cosa sola: il sipario che si apriva.<br />
- Shhhh... che sta iniziando! - Annunciò sottovoce nel nero della stanza.<br />
Il volto di Bice prese forma gradualmente sul palcoscenico. Un pò del rosso del tramonto tingeva i suoi capelli. Sorrise al pubblico e Jack la ricambiò incantato. I suoi occhi rossi e cerchiati dal sonno, luccicavano nell'oscurità.<br />
Il primo atto era iniziato. I suoi ricordi in Technicolor sul portone erano dolci come il miele, ma crudeli. Le lacrime riempirono gli occhi, sgranati a fissare il buio, prima di scivolare sulla barba.<br />
- Bice... - Sussurrò.<br />
Svenne alla fine del secondo atto, come ogni notte, rovinando a terra con la sedia.</p>
<p>Rinvenne che già metà del suo pranzo (pane, carote e acqua) era stato consumato dai topi. Il suo carceriere aveva lasciato il cibo per terra, persino l'acqua era stata versata in una buca del pavimento. Ma per jack erano stati i topi a servire in tavola.<br />
- Non son degno amici miei, non son degno - Gli tossì.</p>
<p>La sedia riprese il suo posto al centro della cella. Si legò i lunghi capelli dietro la nuca e si rimboccò gli stracci.<br />
- Giorno di pulizie, sissignore... che non si dica che non sono un bravo padrone di casa! Sissignore!<br />
Sistemò in ordine di grandezza l'intonaco caduto dai muri, tutto intorno alla sedia. Si strappò un lembo della camicia e iniziò a strofinare la porta, le sbarre alle finestre e infine la sedia.<br />
Mise lo straccio in coda alla fila di calcinacci e si sedette ad ammirare il lavoro.<br />
- Sissignore. Lindo e puro... Sissilindopuro... silipuro...<br />
- SILIPUROOOO!! SILIPUROOO!! SILIPUROOOO!! .... - Iniziò a cantare in una sorta di urlo selvaggio a cantilena.<br />
La porta si spalancò e il carceriere armato di cinghia apparve sulla soglia.<br />
- Brutto testa di cazzo, ora ti insegno io a stare zitto! - Gli disse in tono del tutto pacato, prima di riempirlo di calci e cinghiate. Jack perse i sensi già al secondo calcio nello stomaco, ma l'altro continuò a pestarlo finchè non vide il sangue macchiare il pavimento.</p>
<p>Un dolore lancinante lo morse alla schiena svegliandolo. La sedia gli era stata spaccata addosso, lasciandolo a terra tra la polvere e suo stesso sangue impiastricciato tra i capelli.<br />
Si trascinò in un angolino, con un piede della sedia tra le braccia e pianse singhiozzando. Era ora dello spettacolo ma lui non aveva più il suo posto. Tra tutte le ferite infertogli, non poter rivedere Bice era quella che più gli faceva male. Vide in quel momento che qualcosa luccicava alla base del muro. Si strofinò gli occhi per mandare via le lacrime e osservò la piccola fibia lasciata dal suo aguzzino.</p>
<p>Il 239° giorno Jack riusciva a forzare la serratura con la fibia, attraversare il corridoio, intrufolarsi negli alloggi del suo carceriere, sottrarre una sedia e tornare in cella in tempo per assistere allo spettacolo dei suoi ricordi con Bice.</p>
<p>Fu liberato tre giorni dopo in preda a deliri da malaria.</p>
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		<title>Cronaca vera</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 23:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J4cK</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allucinazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[
- Si, l'ho visto io cadere dal balcone! - confermò la signora, dal centro della strada.
La via cominciava a riempirsi di gente, attirata dalle sirene dei soccorsi o forse dalla voce della signora Iole che sembrava sovrastare ogni suono con il suo racconto sull'accaduto. Ogni volta la storia si arricchiva di nuovi particolari punteggiati dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image169" src="http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2007/07/bllood.jpg" width="400" alt="bllood.jpg" /></p>
<p>- Si, l'ho visto io cadere dal balcone! - confermò la signora, dal centro della strada.<br />
La via cominciava a riempirsi di gente, attirata dalle sirene dei soccorsi o forse dalla voce della signora Iole che sembrava sovrastare ogni suono con il suo racconto sull'accaduto. Ogni volta la storia si arricchiva di nuovi particolari punteggiati dai suoi <em>mammamia</em>, <em>maròò</em>, <em>oddioilsangue</em>, <em>pacellanimasua!</em>.<br />
- ... non so proprio come abbia fatto a rialzarsi e scappare via! Scappare via! Signora mia, in che mondo viviamo?! Uno si butta dal balcone e poi se ne scappa per non essere sorpreso! - Si portò le mani ai fianchi ad aspettare il consenso della sua vicina e di tutti i curiosi che si erano avvicinati ad ascoltare.<br />
- Avrà pensato che l'avremmo additato a vita come il tentato suicida o quello che non riesce neanche ad ammazzarsi, ma che pensano in questo palazzo che abbiamo tempo da perdere a sparlare della gente? - Un silenzio religioso calò per un attimo sulla via.<br />
Due poliziotti, intanto, si fecero strada tra la gente raggiungendo la pozza di sangue sotto il balcone. Il liquido era ancora parecchio nonostante si fosse diramato tra le fenditure dei sanpietrini. Altre chiazze erano sparse lungo una linea che attaversava la via, alternata a impronte di scarpone. Sembrava proprio che la signora avesse ragione, l'uomo si era allontanato sui suoi piedi.<br />
Uno dei poliziotti estrasse guanti bianchi e provetta, si accovacciò per prendere un campione di sangue da terra, ma il collega allontanatosi di qualche passo ad osservare le tracce, accorse a fermarlo.<br />
- Ma che sei entrato nella scientifica ora? - gli bisbigliò afferrandogli il braccio<br />
- In CSI è normale procedura! Lasciami fare...<br />
- Oh! Ma hai sentito che voce sexy c'ha la biondona? Come si chiama... Catherine! - Ora aiutava il collega a chiudere la provetta e togliersi i guanti bianchi.<br />
- Un mio amico della finanza mi ha promesso che oggi sequestravano una partita di DVD pirata con tutta la serie!<br />
- Allora meglio muoversi, tanto qui non c'è neanche il morto... - Tagliò corto e si diresse verso la signora Iole. Le chiese le generalità e quando questa incominciò di nuovo a raccontare tutto, fu fermata con: "Racconterà tutto al commissario appena sarà convocata."<br />
Qualche momento  dopo la macchina della polizia si allontanava a sirene spiegate...</p>
<p>La folla che si era divisa al passaggio dell'auto, si ricompattò intorno alla signora Iole, che riprese il racconto un pò scocciata dall'interruzione.<br />
- Vedete lassù? - Indicando l'appartamento del bancaio - Al terzo piano sul balcone c'è una scala, è da lì che deve essersi buttato. Certo che i soldi... è proprio vero che non fanno la felicità! - un brusio di aprovazione venne dal suo pubblico.<br />
- Non l'ho mai visto rientrare con una donna o un amico e poi sempre quei saluti freddi... da banchiere!<br />
In quel momento, il signor Banchieredelterzopiano apparve all'angolo della strada. La ventiquattrore in mano, impettito nel suo gessato blu intatto e senza apparenti macchie di sangue.<br />
Dopo un attimo di stupore che lo inchiodò sui sui passi, si diresse verso il portone del palazzo. Ad ogni metro qualcuno si spostava per farlo passare, tagliava così di nuovo la folla in due parti.<br />
<em>Il suicida... il suicida...</em> bisbigliavano tutti. Il signor Banchieredelterzopiano arrivò al portone dopo aver usato tutti i colori che il suo viso potesse prendere in prestito: dal bianco stupore al verde nausea, dal giallo paura al rosso soggezione.<br />
- Scusi ma cosa è successo signora Iole? - chiese timidamente mentre apriva il portone del palazzo.<br />
- Si vergogni! - gli rispose - ce l'avesse mio figlio un posto come il suo! Oh Signore che si deve vedereee!<br />
La folla esultò in un applauso di approvazione rovesciando addosso al suicida mancato ogni genere di insulto. Tanto che questi si vide costretto a richiudere il portone dietro di se per sfuggire alla folla inferocita.<br />
Visto il suicida, piano piano la gente cominciò ad allontanarsi lasciando liberi sempre più sanpietrini.<br />
L'ultima a rientrare a casa fu (già lo sapete no?) la signora Iole, intenta a raccontare il fatto a un commesso viaggiatore che aveva chiesto un'informazione.<br />
La via si svuotò e la sera calò sulla stradina ora illuminata dai lampioni.<br />
Un'ombra all'ungava la sua forma sulla via, passi da scarponi risuonarono sotto i balconi. Un operaio di ritorno dal lavoro inciampò per la seconda volta in un sanpietrino versando parte del contenuto del suo secchio: vernice rossa. - Mabbafffff... - Sbottò spazientito l'imbianchino - Mi dimentico sempre di mettere il coperchio al secchio! </p>
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		<title>Evasione</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 21:43:23 +0000</pubDate>
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Il posto segreto in cui mi rifugiavo ogni volta che avevo bisogno di rimanere solo, (cioè quasi sempre)
non aveva mura nè soffitti da fissare. Nessun altro poteva arrivarci o immaginarlo, perchè solo nella mia mente esisteva.

Il lettino mi teneva ben strette le braccia con i legacci di cuoio, sdraiato su quel sudario bianco a fissare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image166" src="http://j4ckhh.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2007/06/mini.jpg" width="400" alt="mini.jpg" /></p>
<p>Il posto segreto in cui mi rifugiavo ogni volta che avevo bisogno di rimanere solo, (cioè quasi sempre)<br />
non aveva mura nè soffitti da fissare. Nessun altro poteva arrivarci o immaginarlo, perchè solo nella mia mente esisteva.<br />
<br />
Il lettino mi teneva ben strette le braccia con i legacci di cuoio, sdraiato su quel sudario bianco a fissare il soffitto.<br />
- Che glielo diamo a fare il tranquillante? Ora sembra calmo.. - chiese il primo infermiere<br />
- Non lasciarti fregare, questo potrebbe dare di matto da un momento all'altro. - rispose l'altro </p>
<p>La via per arrivare al mio posto segreto è nascosta nel soffitto. Non posso arrivarci se non la trovo, se non vedo la mia crepa.<br />
La siringa era quasi pronta, fece un piccolo sputo verso l'alto mentre l'alcol mi bruciava il braccio.</p>
<p>Bianco! Tutto bianco quel soffitto! Non riuscivo a trovarla e presto sarebbe stato troppo tardi per evadere.<br />
L'ago mi infizò. Ripercorsi velocemente tutto il soffitto scandagliando ogni centimetro.<br />
Il liquido si iniettava inesorabile in me.<br />
Eccola!<br />
La crepa mi accolse nei suoi lineamenti. Mentre il corpo si intorpidiva sotto l'effetto del sedativo, la  mente veniva risucchiata nella minuscola fessura del soffitto. Un piccolo flop, mi avvertiva ogni volta che ero arrivato dall'altra parte.</p>
<p>- Ahah guardalo ora! Gli viene sempre quel sorrisino da ebete quando lo sediamo. </p>
<p>L'erba così verde e profumata, quella luce così irreale e tutti quei fiori intorno a me...<br />
Ci mettevo sempre qualche secondo prima di capire che dovevo sbattere le ali e non muovere i piedi. Mi diressi verso la luce tra gli alberi e iniziai a danzare col mio corpo da farfalla.</p>
<p>Un fiotto di bava colò sul lettino, mentre la bocca disegnava un largo sorriso.<br />
- Guardalo è contento così, ci gode a starsene rinchiuso qui come un vegetale.</p>
<p>Mi allontanai in esplorazione del mio posto segreto con una doppia giravolta tra i raggi del sole.</p>
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		<title>Bisbigli</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2007 00:34:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(..rumori di fondo, qualcuno bisbiglia in un angolo buio di un quartiere malfamato)
- Ed è sparito così... senza dire niente?
- Già! Ora io non pretendo di essere avvisata ogni volta che qualcuno decide di allontanarsi da noi, ma almeno farsi sentire ogni tanto! Pretendo troppo?
- no no, condivido! Che poi tutti quei messaggini affettuosi prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(..rumori di fondo, qualcuno bisbiglia in un angolo buio di un quartiere malfamato)</p>
<p>- Ed è sparito così... senza dire niente?<br />
- Già! Ora io non pretendo di essere avvisata ogni volta che qualcuno decide di allontanarsi da noi, ma almeno farsi sentire ogni tanto! Pretendo troppo?<br />
- no no, condivido! Che poi tutti quei messaggini affettuosi prima e poi... vuol dire che non ti fregava niente alla fine! - Si accende una sigaretta, il lampo di un accendino fa luce per qualche istante nel vicolo.<br />
- Mah.. questo non lo credo, in fondo è sempre tornato. Una volta mi ha anche confidato che ci vuole bene...  - una risata sbuffa fuori insieme al fumo della sigaretta interrompendola. Le due si guardano serie in faccia per qualche istante prima di scoppiare insieme in una risata trattenuta a stento dalle mani sulle bocche divenendo un grottesco grugnito.</p>
<p>Un <strong>gatto</strong> nero salta fuori da un cassonetto atterrando su delle bottigliette. Il felino perde per qualche momento l'equilibrio, si muove sui flaconi come un equilibrista sulla palla, accellera fiondandole contro il muro poi ritrova il terreno sotto i piedi e corre lungo il vicolo.<br />
Le amiche si erano fermate attonite a fissare i movimenti del gatto. Appena questo sparisce nella notte, distolgono lo sguardo dalla sua corsa e si rimettono a parlare come se niente fosse.</p>
<p>- Prima che sparisse mi aveva detto di aver trovato un lavoro anche se con orari assurdi.<br />
- Il tanto sospirato <strong>stipendio</strong>? Vorrei sperare che duri, però lo conosco...<br />
- Che vuoi dire? - l'odore di <strong>ammoniaca</strong> versata dal gatto arriva fino a loro.<br />
- Non senti un puzzo strano??<br />
- Si, ammoniaca si direbbe - portandosi le mani al naso per chiuderlo. - ... ma dibbi che bolevi dire! -<br />
Si allontanano dal cassonetto dirigendosi verso la fine del vicolo, la luce di una <strong>cantina</strong> attrae un gruppetto di fameliche zanzare.<br />
- ..volevo dire che riesce sempre, in un modo o nell'altro, a rovinare tutto. A volte penso che gli piaccia lasciare le cose a metà, tanto per avere molti inizi e nessuna fine.<br />
- haha quel puzzo di ammoniaca ti ha dato una certa <strong>luminescenza</strong> intellettuale<br />
- Stronza.<br />
- Dai su, fammi vedere un sorriso su quelle <strong>labbrozze</strong> al <strong>silicone</strong><br />
L'amica si trattiene per non darle la <strong>vittoria</strong>, quanto le sarebbe piaciuto rivedere quello di Jack di sorriso.</p>
<p>P.S. Hey mi hanno pubblicato un racconto brevissimo sul libro antologia di <a href="http://www.manualedimari.it/blog/">Manuale di Mari</a>!  </p>
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